Gia Prima e Dopo...sono concetti base..principi infantili..anche i bimbi intuitivamente sanno cosa è il prima e cosa è il dopo..."prima il dovere e dopo il piacere" tuonavano sempre i miei vecchi...con scarsissimi risultati poi...
Ma quello che non ci rendiamo spesso conto è il prima e dopo nelle relazioni umane...gia perche prima tutto è presente..bello o brutto ma è una realta costante..fisicamente tangibile...ed il dopo è l'assenza...il vuoto..interiore ma soprattutto esteriore...è la mancanza che genera il dolore...è la non presenza che punge l'animo..lo trapassa con lente coltellate...gia oggi per me è cosi...questo è il mio prima....foto di Genova..appese nel mio ufficio a Padova...oppure un altro Prima...alle mie spalle una foto famosa...io non conoscendo il titolo l'ho chiamata esegesi del maschilismo o dolore di donna sola (questi sono i nomi colti..istintivamente l'ho chiamata.."ehi si tromba?")...una donna sofferente cammina in una citta anni 50 circondata dagli sguardi indiscreti di venti uomini...mi piace tantissimo la sua espressione....

Ma mi chiederete...quale è o meglio dove è il dopo...beh il mio dopo attuale...è questo...

Gia Assenza..un lento dolore mi cola tra le pareti del cuore..tre anni e mezzo..e si cambia...si forse si doveva cambiare...e poi il mio è un cambiamento sui generis..all'interno dello stesso gruppo di aziende...pero oggi si cambia...con dolore..non lo nascondo...una storia finisce...ecco il mio dopo..ecco il mio sipario...o forse la mia pagina bianca dove iniziare a scrivere una nuova storia...

L'assenza.....
Un bacio. Ed è lungi. Dispare
giù in fondo, là dove si perde
la strada boschiva, che pare
un gran corridoio nel verde.
Risalgo qui dove dianzi
vestiva il bell'abito grigio:
rivedo l'uncino, i romanzi
ed ogni sottile vestigio...
Mi piego al balcone. Abbandono
la gota sopra la ringhiera.
E non sono triste. Non sono
più triste. Ritorna stasera.
E intorno declina l'estate.
E sopra un geranio vermiglio,
fremendo le ali caudate
si libra un enorme Papilio...
L'azzurro infinito del giorno
è come seta ben tesa;
ma sulla serena distesa
la luna già pensa al ritorno.
Lo stagno risplende. Si tace
la rana. Ma guizza un bagliore
d'acceso smeraldo, di brace
azzurra: il martin pescatore...
E non son triste. Ma sono
stupito se guardo il giardino...
stupito di che? non mi sono
sentito mai tanto bambino...
Stupito di che? Delle cose.
I fiori mi paiono strani:
Ci sono pur sempre le rose,
ci sono pur sempre i gerani...(G.Gozzano)