venerdì, 30 maggio 2008 - 17:50

Gustav-Klimt-Death-and-Life

E ci siamo, finalmente un finesettimana lungo.
Non che abbia appuntamenti entusiasmanti, che so corse sulla spiaggia con splendide donne dai lunghi capelli biondi, mattine dalle lunghe calde carezze assonnate, ascoltando la pioggia che scroscia fuori (si lo so il tempo fa ancora schifo porc bagsc..)
Non ho neanche in programma bevute dalle bestemmie anarchiche in locali bui, con barcollii pericolosi e magari due spinte al tizio che ti guarda storto.
Ma quello che non sopporto è il silenzio, no non il silenzio esteriore, ma quello interiore, quel non poter sognare, raggiungere, abbracciare la ragazza che non ho, forse quella dei sogni ammesso che l'abbia mai sognata.

Ma vedete un giorno lei arrivera proprio come fece un giorno, uscendo dalla radio di Jack Folla..ed allora mi resta solo un urlo silenzioso, una preghiera urlata alla ragazza che non ho...

Ragazza che non ho

Ragazza che non ho, ti ho gia scritto una volta,
ero più giovane dentro e fuori,
sognavo che dal buio fiammante della radio potessi uscire tu,
con il mio sos di carta fra le dita e uno di quei sorrisi che sembrano dire:
"perché ti meravigli tanto, Jack?
Non hai mai visto uscire una ragazza da una radio?"
Avrei guardato le tue gambe svelte scavalcare la finestra nera della mia Sony ,ti saresti lasciata ammirare col vestitino di carta giapponese con i fiori d’acqua
E tutti i miei problemi si sarebbero accucciati in un angolo come un cane pentito,
perché avevo osato dubitare della materia dei sogni.
Vedi ragazza, credere nell’impossibile è stata la causa di tutti i miei guai e di tutte le mie grandezze. Io ho puntato su tutte le roulette, ho guidato contromano nella notte, sono andato in spiaggia con le scarpe d’inverno e mi sono steso in cappotto davanti al mare bruciante, perché disprezzavo i luoghi comuni e, così non ho mai smesso di credere che esisti; che esistono ragazze che escono dalle radio con i vestiti a fiori.
E questo lo devo a mio padre, che mi insegnò ad osare...
Ecco perché ti ho riscritto e imbuco la mia busta nell’universo.
Non sono così sciocco da credere che tu non verrai mai : i miracoli sono più reali dei soldi, la verità è che temo di deluderti.
Sono scorbutico, e pieno di dubbi e non ho mai imparato a ballare.
Ti annoieresti, temo, e dopo qualche minuto di silenzio mi diresti: usciamo ?
E non mi va di uscire , e poi stasera in televisione c’è il mio documentario preferito, e di là la cena è apparecchiata per uno.
E poi ho l’ansia da prestazione,va bene?
Tu hai fatto l’amore fra le stelle io in letti da serie B,
e la sigaretta dopo... era l’orgasmo.
Attenta, non credermi ragazza che non ho, il mio è un vecchio gioco.
Provocare miracoli e smettere di stupirsi l’attimo dopo.
Se a quel punto te ne andassi via, sarei perduto: siamo mezzi uomini, mezzi maghi, eterni bambini .

Non credermi, basta! Portami fuori!
È una sera così dolce, ci sarà pure da qualche parte una balera deserta
dove potrai insegnarmi il ritmo semplice della vita.

Ragazza che non ho, stanotte saremo in tanti ad attenderti
lo sai?
Tu fai così, non pensare a me!
A forza di credere ai miracoli, io ho imparato a reggerne l’assenza;
ma uno, questa notte, uno almeno di noi, fallo felice!

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giovedì, 29 maggio 2008 - 15:49
tetris-3d

Sarà il tempaccio che oramai imperversa sul nord Italia, sarà il carico di lavoro che mi sballotta a destra e manca ma la mia vita assomiglia sempre di piu ad una partita a Tetris..
Lo dico con tristezza sapete?
Primo perche io a tetris sono sempre stato una schiappa e poi perche è un gioco che non mi ha mai entusiasmato..
Vedete per me la vita di questi ultimi mesi (forse anche anni, ma ho la memoria un po fusa ultimamente) mi sembra essere passata a mettere continuamente piccoli pezzettini da tetris insieme, sempre piu di corsa, senza poter riprendere fiato che gia c'era un altro pezzo da incastrare..ed un altro.. ed un altro ancora...
E da questo puzzle pazzo e casuale è vita che esce anche maluccio (l'ho detto sopra a tetris sono proprio stazzo stazzissimo).
Da essa non ottengo molta soddisfazione, solo stress a causa della velocita sempre crescente del giochetto...
E poi sapete sono quegli spazietti bianchi in mezzo, quelli che non si possono piu riempire, messi li a testimoniare i tuoi errori, le tue indecisioni...beh scusatemi sara il tempaccio, sara il carico di lavoro, sara sto maledetto pezzo a L che......
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Categoria --- > matteo, panzonate

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mercoledì, 14 maggio 2008 - 10:22
primo12Vedete al tappeto ci andiamo prima o poi un po tutti, tutti noi si prendono cazzottoni che ti mettono gambe all'aria e sabbia in bocca.
E' dannatamente normale, sta nell'ordine delle cose.
In quindici anni di rugby di cazzottoni ne ho presi, tanti, dati meno , forse, qualche cicatrice l'ho pure portata a casa e qualcuna forse l'avro fatta (beh anche qualche dente se per quello, anzi ne approfitto per chiedere scusa alla terza linea del Veneto, un cristone di uno e novanta al quale con una testata ho fatto fuori 5 denti...ma ero giovane, saranno stati circa 20 anni fa, e lui tutto sommato era in fuorigioco).
Ci sono pugni che ti fanno rimanere a terra, non sono prevedibili spesso, sono veloci e precisi, sbam ti lasciano steso.
Ora se sei fortunato è solo un knock down, cioe ti rialzi, ti togli la polvere di dosso e ti rimetti li, a fare la buffa danza dei pugili.
Beh questo è quello che mi è successo domenica mattina, nel sonno, suona il telefono, mia sorella piomba in camera, poche parole emozionate:" papa ha avuto un malore in chiesa ed ora sta andando all'ospedale..."
Capisci, vedi il pugno arrivare e lo prendi come un diretto Milano-Roma, in piena faccia, dolorante ma lucido riprendi il match, corri in ospedale, vedi che alla fine è fortunatamente tutto a posto, un piccolo collasso dovuto ad una donazione di sangue troppo veloce.
Questo giro è stato solo un knock down Matteo, e si riprende la buffa danza dei pugili.....

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giovedì, 08 maggio 2008 - 10:26
1crplPadreFiglio
No non preoccupatevi, nessun scheletro nell'armadio, nessun figlio non riconosciuto, magari a causa del celeberrimo "salto della quaglia" o figlio di Ogino, No...
In realta non avrei tutta sta voglia di paternità, o meglio forse dovrei iniziare a trovarmi una compagna per condividere un po di cammino, ma questa tutto sommato è un altra storia.
No torniamo a noi ufficiale SONO DIVENTATO PAPA'.
Si vi spiego meglio, qualche mese fa ho iniziato la trafila per effettuare una adozione a distanza, tramite SOS ITALIA .
Non è stato propriamente immediato, ma alla fine ieri ho ricevuto tutti i dati ed ecco sono diventato papà (a distanza, che è meglio per mia figlia) di YESHI, una piccola bimbetta tibetana di undici anni, esule in un villaggio indiano.
Purtroppo i genitori di Yeshi non riuscivano a mantenerla ed è stata affidata alle cure del villaggio SOS.
Ora non voglio darvi maggiori dettagli su di lei, tutto sommato come tutti i papà sono molto geloso delle mie figlie, ma vi assicuro che è una bella sensazione, anche se è una piccola goccia in un mare di bisogno.

“I vostri figli non sono i vostri figli.

Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di sé.

Essi non provengono da voi, ma per tramite vostro,

E benché stiano con voi non vi appartengono.

Potete dar loro il vostro amore ma non i vostri pensieri,

Perché essi hanno i propri pensieri.

Potete alloggiare i loro corpi ma non le loro anime,

Perché le loro anime abitano nella casa del domani, che voi non potete visitare, neppure in sogno.

Potete sforzarvi d'essere simili a loro, ma non cercate di renderli simili a voi.

Perché la vita non procede a ritroso e non perde tempo con ieri.

Voi siete gli archi dai quali i vostri figli sono lanciati come frecce viventi.

L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito, 

e con la Sua forza vi tende affinché le Sue frecce vadano rapide e lontane.

Fatevi tendere con gioia dalla mano dell'Arciere;

Perché se Egli ama la freccia che vola, ama ugualmente l'arco che sta saldo.”

(K.Gibran il Profeta).
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Categoria --- > matteo, sogni fantastici, padri e figli

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venerdì, 02 maggio 2008 - 16:04

07102007113 Egli disse,
"Vi sono tre modi in cui i sapienti raggiungono la loro conoscenza:
1. Muraqaba - La Contemplazione
2. Mushahada - La Visione
3. Muhasaba - L'Esame di Coscienza

Nello stato di Contemplazione il cercatore dimentica il creato e si ricorda solo del Creatore.

Nello stato di Visione, le ispirazioni dal Celato giungono al cuore del cercatore accompagnati da due stati: la contrazione e l'espansione. Nella condizione di contrazione, la visione è di Maestà, e nello stato di espansione la visione è di Bellezza.

Nello stato dell'Esame di Coscienza il cercatore valuta ogni ora trascorsa: era in totale Presenza di Dio o completamente assorta nel mondo?

Egli disse
"Il cercatore in questa via deve impegnarsi a rigettare i sussurri malefici e le insinuazioni dell'ego. Deve rifiutarli, prima che questi lo raggiungano; oppure può rifiutarli dopo che lo hanno raggiunto, ma prima che questi possano controllarlo. Un altro cercatore, che comunque, non voglia rifiutarli finché questi non lo raggiungano e prendano il controllo su di lui; non coglierà alcun frutto, dato che in quel momento è impossibile portar via i sussurri dal cuore."

klimt.jungfrau

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Categoria --- > mondo sufi

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