martedì, 27 ottobre 2009 - 16:49
Ed alla fine sei arrivata pure tu, freddo abbraccio impalpabile.
Copri questa pianura desolante, fatta di paesi anonimi, tagliati da lunghe strade diritte e capannoni disadorni.
Panorama raggelante come il tuo respiro.
Mi piace bucarti sadicamente, mentre scendo dalle colline.
Ti vedo muro bianco, posto sempre li nello stesso punto, confine tra la vita e la non vita sospesa del lavoro.
Bene arrivata nebbia, spero ci lasci presto, con cordiale odio
Matteo

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venerdì, 23 ottobre 2009 - 14:39
Venerdi, il giorno dove si riacquista una parvenza di vita umana, dove noi zombies in giacca e cravatta risorgiamo dal camposanto dei travet per assaggiare momenti fugaci di vita...
Non è un buon periodo lavorativo per me, meglio di molti altri che non hanno neanche piu l'aggettivo lavorativo ma solo cassa integrazione e conti da pagare.
Ma in tutto questo c'e sempre un fondo di buona speranza e di cambiamenti positivi.
Perche l'insoddisfazione è la molla per cambiare, per muoversi in tutta questa melma che dal lunedi al venerdi ci paralizza bloccandoci le gambe.
Ed allora buon rock a palla in macchina scivolando verso il mio mare, accompagnato da una nuvola bionda con gli occhi del mare profondo, che mi guarda dolcemente appoggiata sul sedile accanto
Perche c'e sempre un fondo di buona speranza per gente come noi....




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giovedì, 15 ottobre 2009 - 18:14
Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere, dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire.


Gia, io non ho pazienza, non ho quella magnifica dote che è il saper costruire pazientemente, il saper pianificare le gioie future.
Aquesto si lega una profonda insoddisfazione, legato mani e piedi alle mie 10 ore d'ufficio giornaliere, non ho pazienza e non ho neanche tempo, o meglio il tempo che ho lo impiego male.

 
Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare a tutti quelli che partono, scappano o sono sospesi per giorni, mesi, anni in cui ti senti come uno che si è perso tra obbiettivi ogni volta più grandi.

A volte vorrei scappare, immaginarmi vincitore milionario di un 6 al superenalotto,mollare tutto ed invece giorno dopo giorno sei sempre piu invischiato in tutto cio che viene stupidamente definito vita, ma che guardandoci dentro vita non è.

Ben scriveva Seneca:

Nihil refert quantum temporis detur, si non est ubi subsidat; per quassos foratosque animos transmittitur.
(Non ha alcuna importanza la quantità del tempo che viene assegnato, se non c'è una base su cui poggi; essa passa via attraverso animi sconnessi e bucati)


Ecco è fondalmente stupido e supponente dover confidare sempre in un Domani, in un qualcosa di bello meraviglioso che deve accadere tra poco, quasi a cancellare le brutture del vivere quotidiano.
In aggiunta a cio,  non ho la ferma pazienza del costruttore.
Per cui mi trovo insoddisfatto, schiavo delle situazioni e delle negatività dello stress lavorativo che spesso mi fa annaspare come in mezzo ad una tempesta.


Devo imparare dalla natura, ad avere quel fluire maestoso delle cose, tranquillo padrone del mio oggi, del mio presente che è il vero tempo che va valorizzato.
E' una impresa titanica, ma la sola idea mi rende gia piu felice.

Torneremo ad avere più tempo, e a camminare per le strade che abbiamo scelto, che a volte fanno male, per avere la pazienza delle onde di andare e venire, e non riesci a capire .
 
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