"Dai su, non ti fermare, dai,ancora uno sforzo..Ma tu guarda come strana è la vita, uno si trova nel bel mezzo degli atolli, fantastiche pupe al sole, dai piacevoli monokini bagnati, tempo sempre caldo il giusto e poi chissa..gia strana la vita.Sapete quando uno sente che la propria vita non è piu adeguata, che bisogna fare qualcosa di importante..beh Lucio Dalla canterebbe..qualcosa di unico e di grande, l’impresa eccezionale.
Gia si stavo fino a qualche settimana fa alle Hawai, luoghi fantastici, dove la vita sembra sorridere ogni giorno, dove la tua maggiore preoccupazione è su come occupare la giornata tra un delizioso pranzetto a base di pesce e la solita nuotata fino alla barriera corallina.
Gia fisicamente ero in paradiso, ma mentalmente ero all’inferno.
Sentivo un crescente desiderio di cambiamento, lasciare perdere tutto, ormai ero nella mia mezzaeta, quell’eta in cui devi avere gia raggiunto le mete importanti, non mi potevo definire insoddisfatto, no..buona salute, ottima costituzione, cibo e divertimenti a volontà eppure come in un sogno mi ricordavo della mia gioventù, lontana.
Io non sono certo originario delle Hawai ne delle vicine Salomone, il mio colorito rossiccio lo conferma subito a vista d’occhio.
Vengo dal Nord del Canada, da una valle boscosa segnata da un fiume freddo ed impetuoso che l’ha scavata nei secoli.
I boschi di pino e acero fanno quasi da corona al fiume, gli inverni freddi sotto metri di neve.
Gia la mia infanzia, sentivo che come in un cerchio, dovevo tornare a ritrovare quel me stesso perso oramai tanti anni fa, forse a recuperare la mia impresa eccezionale.
Detto fatto, sono partito, ora mi trovo all’imboccatura della valle, il fiume scorre veloce, la corrente è rapida, le acque limpide e cristalline.
Ho appena superato una curiosa barriera di barche, fatico in salita, le barche sono cariche di uomini affannati nella pesca, tanto che l’acqua è quasi di un colore rossastro, stanno ferme, ancorate in una ansa proprio all’inizio della valle.
Aumento il ritmo, e continuo la salita, sono stanco ma quasi febbricitante all’idea di essere cosi vicino alla meta.
Arrivo al lago dei castori.
Normalmente alla base del lago fa bella mostra di se una bella diga opera di alta ingegneria animale, ma la piena recente del fiume dovuta alle prime piogge autunnali dopo la magra estiva ha parzialmente distrutto la diga.
Difatti, incuranti della mia presenza due castori lavorano alacremente per chiudere la falla.
Uno sta tagliando con i suoi denti un tronco di un larice, rosso e grosso, l’altro posiziona i tronchi tagliati in modo da contrapporsi alla corrente del fiume.
Passo oltre, la salita inizia veramente ad essere faticosa.
Strappi continui, salti di pendenza e soprattutto il primo freddo, intralciano non di poco la mia ascesa, ma so, sento, che ci siamo, quando…quando dietro un ansa del fiume, proprio li dove si restringe in una piccola gola effettuo l’incontro che nessuno di noi vorrebbe mai fare, un orso con due piccoli.
Gli orsi hanno una ferocia peculiare, riescono come poche altre specie animali ad uccidere per il solo gusto di farlo e uomo a parte, non hanno rivali naturali, cioe sono i re incontrastati della foresta montana (anche i puma di montagna, da intelligenti gattoni ipertrofici lo hanno imparato a loro spese).
Che fare? Fare il morto? provare a nascondersi? Osservo, L’orso sta pescando, a manate colpisce l’acqua e lancia sventurati pesci verso i due piccoli, ecco aspetto…non appena..ecco ora sta mangiando..via…riesco non so come a non farmi notare, forse come tutti i cacciatori (anche io modestamente lo sono stato) quando “puntano” una preda perdono la percezione di quello che gli sta intorno o forse anche no, importante era passare.
Ecco ricordo, la a dieci metri proprio sopra quella sporgenza di roccia, dai dai…ci sono, ecco arrivato..tutto come allora...ho capito ora è tutto chiaro…si ecco ho trovato la mia impresa eccezionale..anzi l’ho appena compiuta…non mi resta che accoccolarmi laggiù in quella buca per finire l’opera e finalmente riposare…sono stanco..tanto troppo stanco..ma felice, ora tutti mi potranno ricordare…io un semplice Oncorhynchus nerka ho raggiunto la mia missione, ma voi chiamatemi Olaf il salmone Rosso…."

Disperato erotico Stomp
Mentre con me non ti spogliavi neanche la notte,
ed eran botte, Dio, che botte
ti hanno visto alzare la sottana, la sottana fino al pelo. Che nero!
Poi mi hai detto "poveretto, il tuo sesso dallo al gabinetto"
te ne sei andata via con la tua amica, quella alta, grande fica.
Tutte e due a far qualcosa di importante, di unico e di grande
io sto sempre a casa, esco poco, penso solo e sto in mutande.
Penso a delusioni a grandi imprese a una Tailandese
ma l'impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale.
Quindi, normalmente, sono uscito dopo una settimana
non era tanto freddo, e normalmente ho incontrato una puttana.
A parte il vestito, i capelli, la pelliccia e lo stivale
aveva dei problemi anche seri, e non ragionava male.
Non so se hai presente una puttana ottimista e di sinistra,
non abbiamo fatto niente, ma son rimasto solo, solo come un deficiente.
Girando ancora un poco ho incontrato uno che si era perduto
gli ho detto che nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino
mi guarda con la faccia un pò stravolta e mi dice "sono di Berlino".
Berlino, ci son stato con Bonetti, era un pò triste e molto grande
però mi sono rotto, torno a casa e mi rimetterò in mutande.
Prima di salir le scale mi son fermato a guardare una stella
sono molto preoccupato, il silenzio m'ingrossava la cappella.
Ho fatto le mie scale tre alla volta, mi son steso sul divano,
ho chiuso un poco gli occhi, e con dolcezza è partita la mia mano.





















Mentre rispondevo sui commenti al Cattocamerasta di lusso ora SSpleen..beh a volte..anzi spesso compio improvvise associazioni di idee..neuroni impazziti con informazioni provenienti dagli angoli piu nascosti del mio cranio semivuoto si incontrano...o si scontrano..e li si compie una sorta di minestrone cerebrale..
"IL VIOLINISTA PAZZO"
