martedì, 09 ottobre 2007 - 11:23


08102007118



Gia Fit for Purpose...Cioe tradotto in italiano suonerebbe adatto all'uso...viene spesso richiamato da molti codici di progettazione (API, ASME etc etc) per materiale tecnico..recipienti in pressione, valvole..impianti etc etc..si rifa ad un concetto oramai purtroppo sorpassato..della REGOLA D'ARTE...pensate si parlava a cena l'a scorsa settimana con un progettista..di esperienza che mi raccontava di come l'ordine di un impianto in funzione dal 1962  riportasse solo la dicitura il costruttore deve eseguire l'impianto secondo " le buone pratiche della costruzione a regola d'arte" e basta non un codice di progettazione non una richiesta di calcoli.

L'impianto è ancora in regolare servizio..ma che centra con la foto del panino di Mac Donalds???

Beh guardate bene sul lato sinistro..vedete ...è scritto




NON PER ALIMENTI




Ecco chiedetevi come mai una tovaglietta in un fast food non debba essere adatta a contenere alimenti..ma perche noi non facciamo piu le cose a REGOLA D'ARTE??


Lascio a voi i commenti....

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martedì, 10 aprile 2007 - 17:12
Il sito del corriere ha pubblicato un racconto inedito di Primo Levi..nel ventennale dalla morte...io non è che le cose non le sappia o non le tenga a mente..pero una ripassatina a volte conviene..conviene anche avere la nostra dose di orrore quasi quotidiana..perche se non ci abituiamo a soffrire un poco..il nostro cuore come ogni muscolo si atrofizza...e quando un cuore si atrofizza genera quello che Primo Levi e molti..troppi altri hanno vissuto...il Lager...



big1402 KL Auschwitz Work makes free Arbeit macht frei 1945

Noi di Auschwitz


«Jawohl, il sì degli schiavi. E intorno il deserto»



22 gennaio: Le nostre patate sono finite.Da giorni circolava per le baracche la voce che un enorme deposito sotterraneo di patate fosse nascosto da qualche parte, fuori del filo spinato, non lontano dal campo; ora qualche pioniere ignorato deve averlo rintracciato. (Passi, rumore di pale e di carriole al vento). Un tratto del recinto di filo spinato è stato abbattuto a colpi di pala, e una doppia processione di miserabili esce ed entra dalla apertura. (...)


Narratore: Ed anche la fame stava per finire: il deposito di patate era enorme, ce n’era per tutti… Nessuno sarebbe più morto di fame (pausa).


25 gennaio: Nessuno sarebbe più morto di fame: ma la morte continuava a mietere. La debolezza di tutti era estrema: nel campo nessun ammalato guariva, molti invece si ammalavano di polmonite e di dissenteria. Non c’erano medici né medicine: i malati e gli esauriti, che non erano in grado di muoversi, giacevano torpidi nelle loro cuccette, paralizzati dal freddo, e nessuno si accorgeva di quando morivano. Per la prima volta la morte è entrata nella nostra camera. È stata la volta di Somogyi: un ungherese di cinquant’anni, alto, magro e taciturno. Era ammalato insieme di tifo e di scarlattina. Da forse cinque giorni non parlava. Ha aperto bocca oggi, e ha detto con voce ferma:


Somogyi:Ho una razione di pane sotto il saccone. Dividete voi tre. Io mangerò mai più.


Auschwitz-children_MEGA


Narratore: Non abbiamo trovato nulla da rispondergli, ma non abbiamo toccato il pane. Finché ha avuto coscienza è rimasto chiuso in un silenzio aspro. Ma la sera e per tutta la notte, e per due giorni senza interruzione, il suo silenzio è stato sciolto dal delirio.


Somogyi: Jawohl..., Jawohl..., Jawohl...


Narratore: Jawohl, il Sì degli schiavi, la parola dell’obbedienza e della remissione. La sua voce è sommessa, è estenuata, eppure sembra che passi le pareti del tetto, che gridi al cielo. Seguendo un ultimo interminabile sogno di schiavitù, Somogyi ha continuato a dire Jawohl finché ha avuto fiato: regolare e costante come una macchina, Jawohl ad ogni tensione di respiro, ad ogni abbassamento della povera rastrelliera delle costole. Jawohl, migliaia di volte, tanto da far venire voglia di scuoterlo, di svegliarlo, di soffocarlo. Non ho mai capito come allora quanto sia laboriosa la morte di un uomo. (Silenzio per qualche secondo, si sente soltanto il Jawohl di Somogyi) Fuori adesso c’è un grande silenzio. La pianura intorno al campo è deserta e rigida, bianca a perdita d’occhio, mortalmente triste. Il numero dei corvi è molto aumentato e tutti sanno perché


auschwitz1


26 gennaio: Siamo soli, abbandonati in un universo di morti e di larve. L’ultima traccia di civiltà è sparita intorno a noi e dentro di noi. L’opera di bestializzazione intrapresa dai tedeschi trionfanti, è stata portata a compimento dai tedeschi disfatti. È uomo chi uccide, è uomo chi commette o subisce ingiustizia: non è uomo chi ha perso ogni ritegno, e divide il suo letto con un cadavere. Chi ha atteso che il suo vicino finisse di morire per togliergli un quarto di pane, può essere innocente, ma è segnato, è condannato, è maledetto. È più lontano dal modello dell’uomo pensante, che un sadico atroce e rozzo pigmeo. (Silenzio, si sente adesso in primo piano il Jawohl di Somogyi. È morente e la sua voce è un rantolo) Erano questi i nostri pensieri, alla vigilia della libertà. Soltanto Somogyi si accaniva a confermare alla morte la sua dedizione. (…) Misono svegliato di soprassalto: Somogyi taceva, aveva finito. Con l’ultimo sussulto di vita si è gettato a terra dalla cuccetta: ho udito l’urto delle ginocchia, delle anche, delle spalle e del corpo.


27 gennaio: L’alba. Sul pavimento, l’infame tumulto di membra stecchite, la cosa Somogyi. Non possiamo portarlo via. Ci sono lavori più urgenti, non ci si può lavare, non possiamo toccarlo che dopo di aver cucinato e mangiato. I vivi sono più esigenti. I morti possono aspettare. Ci siamo messi al lavoro come tutti i giorni. Abbiamo preparato la zuppa, abbiamo rifatto i letti dei malati, poi ci siamo accinti a quell’altro triste lavoro. (Rumore di stoviglie ecc. Poi si sente un mormorio crescente, lontano e poi vicino che si muta infine in grida di gioia e acclamazioni) I russi sono arrivati mentre Charles e io portavamo Somogyi poco lontano. Lo abbiamo caricato su di una barella: era spaventosamente leggero. Abbiamo rovesciato la barella sulla neve grigia mentre sulla strada passavano le avanguardie russe a cavallo. (...)


Narratore: Charles si tolse il berretto, a salutare i vivi e i morti. A me dispiacque di non avere il berretto


Primo Levi

 


corpi_campoconemtramento




Non recidere, forbice, quel volto,

solo nella memoria che si sfolla,

non far del grande suo viso in ascolto

la mia nebbia di sempre.



Un freddo cala...Duro il colpo svetta.

E l'acacia ferita da sé scrolla

il guscio di cicala

nella prima belletta di Novembre.


E.Montale

(da Le Occasioni - Mottetti -)

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lunedì, 26 marzo 2007 - 09:39
save the children

Reduce da una scappata venerdi per lavoro a Londra..da un operoso Sabato e da una pigra Domenica passata ad ascoltare la pioggia sui vetri..oggi in piedi di buon mattino...pronto ad Urlare....perche quando uno legge cose come QUESTE...Urla e Maledizioni iniziano a piovere...eccovi  la vostra parte di Diluvio...(dal sito di Save the Children)


Questo è un urlo che viene,

E un urlo che va
Dal buco del culo al cuore
Non c'è più religione
Per questo sarà
Un grido di rabbia e dolore,


save jpgAlla vigilia del bicentenario dell’abolizione della schiavitù nell’Impero Britannico, milioni di bambini vivono tuttora  in condizioni simili alla schiavitù. Tratta, prostituzione, lavoro per ripagare debiti, schiavitù domestica, lavoro nelle miniere e nei campi, bambini soldato, matrimoni imposti: queste le nuove forme di schiavitù infantili, secondo Save the Children, la più grande organizzazione internazionale indipendente per la promozione e la tutela dei diritti dei bambini.
E sono ancora troppi i bambini condannati a vivere in condizioni spaventose, obbligati a lavorare per ore in cambio di poco o niente, ma soprattutto soggetti a danni psico-fisici indelebili, violenza e abusi sessuali.


Questo è un urlo feroce,
Non è un canto di pace che fa:
Get on down, get on down, get on down
Perchè la fuori c'è di tutto :


Tratta
1.200.000 bambini ed adolescenti ogni anno sono vittime di tratta verso paesi dell’Europa Occidentale, dell’America e dei Carabi e il numero sta aumentando vertiginosamente.  Si stima che le bande di trafficanti di bambini generino un profitto di 32 miliardi di dollari all’anno.

Prostituzione
Sono circa 1.800.000 i bambini di tutto il mondo che subiscono abusi a causa di prostituzione, pornografia infantile e turismo sessuale.




Pescicani e barracuda,
Sciacalli e meduse,
Polipi e molluschi,
Topi di fogna e un serpente strisciante che è:

Lavoro per ripagare debiti
Milioni di bambini sono costretti a lavorare per ripagare un debito spesso contratto dalla famiglia o anche i soli interessi su di esso. Si stima che nella sola India ben 15 milioni di bambini debbano lavorare per pagare un debito contratto da qualcun altro e che molti di essi siano coinvolti in lavori illegali, pericolosi e ad alto rischio.

Lavoro in miniera
Un milione di bambini rischiano quotidianamente la propria vita nelle miniere e nelle cave di oltre 50 paesi dell’Africa, Asia e Sud America. Nell’Africa sub sahariana sono 200.000 i bambini che  mettono a repentaglio la propria vita nelle miniere d’oro e altri minerali.

Lavoro nei campi

Sono 132 milioni i minori di 15 anni che spendono tutto il tempo lavorando nei campi, spesso esposti ai pericoli che derivano dai pesticidi, dall’utilizzo di macchinari pesanti, maceti e scuri. In Kazakistan, i bambini vengono impiegati nei campi di cotone e tabacco, arrivando a lavorare fino a 12 ore tutti i giorni

Non ho parole, babe.
Adesso non ne ho più
Ho gli occhi fissi al cielo,
Pieni di pianto



Bambini soldato
I bambini che non hanno ancora compiuto 15 anni impiegati nelle forze armate sono oltre 250.000 in tutto il mondo, cifra che comprende anche quelli negli eserciti governativi. Sono almeno 13 i paesi in cui i ragazzi e le ragazze vengono reclutati attivamente come soldati o “mogli di guerra”. Nella Repubblica Democratica del Congo attualmente sono circa 11.000 i bambini rapiti dai guerriglieri.

Matrimoni forzati

Il matrimonio dei bambini è una delle più spaventose a ancora poco conosciute forme di schiavitù. Perfino bambine di 4 anni sono costrette a vivere con i propri “mariti”, spesso sono tenute prigioniere e rimangono incinte appena raggiunta la maturità sessuale: una bambina che ha meno di 15 anni rischia 5 volte di più rispetto a una donna di 20 di morire durante la gravidanza e il parto. In Afghanistan, ad esempio, più della metà delle ragazze si sposano prima di aver compiuto 16 anni.

Schiavitù domestica

Milioni di bambini al mondo, alcuni dei quali hanno solo 6 anni, sono obbligati a lavorare fino a 15 ore al giorno come domestici. Molti di loro sono picchiati, lasciati morire di fame e freddo e abusati sessualmente. Ci sono 200.000 domestici bambini in Kenya, 550.000 in Brasile e 264.000 in Pakistan.

Ma sento,
Un canto,
Un rumore,
Che cresce
Un grido del cuore!
Ma cosa c'è di volgare
Oltre all'essere

Save-the-children-Children-by-kolongi
Scemo,
Digli che è scemo, scemo tu
Digli che è scemo
Digli che è scemoooooo

E voglio sentire Urlare anche a voi...buona Settimana...
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lunedì, 05 marzo 2007 - 10:14

rosesAttenti a volte basta veramente un nonnulla…e CRACK  grandi amori..relazioni di anni vanno in frantumi…Le ragioni sono chiaramente sempre piu profonde…ma giusto ieri è emerso che il casus belli…la famosa goccia che fa traboccare il vaso..L'inizio della Guerra dei ROSES spesso è assolutamente inconsistente…vacuo pretesto per lanciare una feroce e definitiva offensiva..l’occasione per saltare alla vena giugulare del partner..pardon ex…e finirlo con i denti ben affondati….Ora veniamo al titolo ed alla storiella di ieri…mare..sole..due passi con ronfata sulla spiaggia di casa..due ciance con un amico davanti al bar osteria dei bagni…noi soliti buontemponi scherziamo del piu e del meno..oggetto stavolta era il nostro essere InGegneri…personalmente lo sono sia per diritto dinastico, lato paterno,  e soprattutto per circa, non scherzo,  dieci-undici anni di onorato pagamento delle tasse universitarie..sapete sono un tipetto quantomeno particolare…il mio amico Secchin invece è gia nella media…e poi ha maturato quel modus operandi..stile tipico di chi purtroppo si è dovuto scontrare con moloch come l’analisi matematica..o con l’esame di macchine del buon Oreste Acton…lascio stare altre dolorosissime pain in the ass…(ho ancora incubi riguardanti meccanica dei fluidi, fisica tecnica e l’equazione di De Saint Venant di scienza delle costruzioni..)…al solito si scherzava sulla pseudo precisione di noi esseri subumani..il solito stereotipo del babbone con gli occhiali…precisino..noioso..che ti vuole sempre spiegare come va il mondo specialmente se c’e qualcosa di paratecnico..(ho un rigetto verso l’onorata categoria..chi mi chiama ingegnere o mi vuole fregare o mi vuole vendere qualcosa…il che spesso coincide…anche se molto di vero c’e..e tutti noi che abbiamo frequentato chi piu chi meno presenta degli aspetti simili)..

prezzemoloBeh la nostra amica del bar.. ci ha raccontato con immenso candore che lei è uscita per tre anni e mezzo con uno di questi esseri spregevoli…e che dopo essersi frantumata gli zebedei…cio che la spinse a lasciarlo fu un mazzetto di prezzemolo…lo conoscete tutti no?..

saprete anche che spesso il prezzemolo fa quelle foglie gialline…beh il nostro precisino fece l’errore magistrale…la famosa goccia…e tolse una fogliolina gialla…ecco di li la bufera e l’addio..ed allora che dire..io mi sono messo a pensare se mai avessi vissuto qualcuno di questi casus belli…e si ne ho trovato uno..una litigata stupida per chi dovesse passare a prendere l’altro…ma era una relazione da poco…ma chissa voi…chissa quante storie interrotte da stupidate..da foglie gialle di prezzemolo…volete raccontare le vostre?...dai dai che sono curioso….e poi ho bisogno di imparare..da bravo inge ho gia appuntato..

 

  • MAI TOGLIERE LE FOGLIE GIALLE DAL MAZZETTO DI PREZZEMOLO
  • MAI QUESTIONARE SU CHI DEVE PASSARE A PRENDERE L’ALTRO, HAI UNA MACCHINA USALA!....
  • USARE IL BASILICO..IL PREZZEMOLO A GRANDI DOSI E' UN VELENO ( Biancac )
  • COME PORZIONARE IL TIRAMISU NELLA TEGLIA ( Blixxxa )
  • CHIUDERSI A CHIAVE NEL BAGNO DURANTE ATTACCO CAGATONE ( Seaweeds )
  • MA HAI SBAGLIATO ANCORA LA DETRAZIONE! SEI PROPRIO UNO SCAGLIONE......( Conigliolo )
  • Scusa, sai cosa ha fatto il Genoa nella finale di Champions League? ( Secchin )..improbabile..purtroppo....
  • Non hai la Uno turbo, né l'A112 Abarth... ( Serpe )
  • Sei sicura che l'idraulico deve lavorare nudo e nel letto, e che tu devi assolutamente aiutarlo? ( Dedee )
  • Devo proprio rispondere perché potrebbe essere mia madre che voleva passare a salutarmi.. ( BiancaC )
  • Febbre da cavallo che mi ridusse un cesso. 40 di febbre, dose di antibiotici sparati intraculo con siringa da doping per cavalli e placche alla gola. La tipa venne a trovarmi. Mi accannò dicendo che non le dedicavo abbastanza attenzioni e l'avevo trattata male!!! ( SSPLEEN) il senza dimora
  • ..come puoi pretendere che il ns matrimonio funzioni se non ci sei mai...te ne batti le palle di tutto...tutto viene prima di noi...non ho voglia di uscire quando torni dalle partite è troppo tardi (della serie io mi sono svegliato alle 4 del mattino...ho preso 4 aerei...mi sono fatto insultare per più di un'ora...ti propongo di uscire...e tu no...) ( whiteluke )
  • Regalare a san valentino una rosa finta! ( Redfairy85 )
Ora tocca a voi....
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martedì, 27 febbraio 2007 - 09:32
Gia questo è un porco mondo...schifoso...perche quando uno legge notizie come questa scatta una rabbia distruttiva...scusatemi mi mancano le parole e sto scassando la tastiera..leggete questo estratto da un articolo de "La Stampa" di oggi...

Il bimbo che sorride al suo assassino


germania01gMARINA VERNA
CORRISPONDENTE DA BERLINO

"Avrebbe compiuto dieci anni fra due settimane. E non voleva più essere trattato da bambino, sempre per mano alla mamma. Così giovedì mattina le chiese: «Adesso che sono grande, posso tornare a casa da scuola da solo?». Lei gli disse di sì. Non voleva deluderlo, in fondo erano solo due fermate di tram. Giovedì pomeriggio, uscito dal doposcuola, Mitja ha preso per la prima volta il tram da solo ma non è sceso alla fermata davanti a casa. E’ sceso tre fermate dopo. E non era solo: era in compagnia di un uomo che lo avrebbe seviziato e ucciso. Hanno trovato il suo corpo sabato sera nell’orto che il rapitore aveva alla periferia di Lipsia. Cento poliziotti, con cani ed elicotteri, ancora speravano di trovarlo vivo. Invece era già stato violentato e soffocato. Venerdì notte, dicono i risultati dell’autopsia.

Sul tram
Una telecamera dentro il tram ha fermato l’ultima immagine di Mitja vivo. Linea 11, ore 16.49. Seduto accanto al finestrino c’è il bambino scomparso che guarda ridente e fiducioso - come se lo conoscesse da sempre - il signore vicino a lui. Venerdì sera la polizia diffonde la foto in città, arrivano cinquanta segnalazioni, in mezzo quella giusta: un uomo riconosce il suo vicino di orto. «Qua circola un tizio che sembra quello che cercate», dice. La polizia si precipita, ma lui si è già dileguato. Accanto all’altalena c’è però il corpo senza vita - completamente vestito - di Mitja.

Adesso duecento uomini danno la caccia a Uwe Kolbig, 43 anni, disoccupato, divorziato. Già arrestato dieci anni fa per molestie a un bambino e condannato a due anni di carcere. Da allora, una vita senza dare nell’occhio, con una compagna e la figlia di lei, in un appartamento alla periferia di Lipsia a cento metri dalla panetteria dove giovedì alla cinque è entrato con Mitja per comprargli la merenda: un fetta di crostata ai mirtilli.

L’ultimo pomeriggio
Con l’aiuto di testimoni, la polizia ha ricostruito l’ultimo pomeriggio del bambino. Mitja esce da scuola alle quattro e mezza. Dieci minuti dopo una maestra lo riconosce alla fermata: non è solo, c’è già un uomo con lui. Si conoscevano? La madre - una commessa cinquantenne - lo esclude. Il padre, un falegname, pure. Hanno altri sette figli, quattro vivono già fuori casa. Per questo Mitja non voleva più essere il piccolino. «Gli ho detto che poteva tornare da solo per non soffocarlo, ma avevo una sensazione strana, qualcosa che solo una madre prova», ha detto ieri alla «Bild». Gli raccomanda di non fermarsi per strada, di scendere alla fermata giusta - che sta proprio davanti a casa -, di non parlare con gli sconosciuti. Mitja promette, poi dissobbedisce. E dalla foto sembra felice dell’avventura fuori programma.

Sono le cinque quando i due scendono insieme, ormai alla periferia di Lipsia. Molti testimoni parleranno di un bambino biondo assieme a un uomo alto e sdentato. L’ultima a vederli è la panettiera. Poi, più nulla. Alle otto di sera padre e madre disperati denunciano la scomparsa del figlio. La polizia controlla gli schedari dei pedofili - a Lipsia sono 236 - e le immagini delle telecamere della linea 11. Il puzzle si compone lentamente, mentre il parroco organizza una veglia di preghiera e la famiglia spera di ritrovare Mitja vivo.

Sabato sera è tutto finito. Manca solo l’ultimo tassello: la cattura dell’assassino. Testimoni ieri l’hanno visto fuggire a piedi in un boschetto a Nord di Lipsia. La polizia ha raddoppiato gli uomini e messo i cani sulle tracce odorose. L’uomo non potrà andare molto lontano"


Spero solo che tu stia gia all'inferno...inghiottito...Brutto Bastardo.....
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