“Lascia che sia fiorito
Signore il suo sentiero
quando a te la sua anima
e al mondo la sua pelle
dovrà riconsegnare
quando verrà al tuo cielo
là dove in pieno giorno
risplendono le stelle” (Preghiera in Gennaio F. De Andrè)

Domenica 4 Novembre 2007,
Una splendida giornata di sole in riviera, buona dormita, ottima mangiata dal buona trattoria Edobar e via in vespa destinazione Staglieno.
Staglieno per tutti i genovesi, è il Cimitero.
Lo chiamiamo con orgoglio anche Monumentale, perche è uno spettacolo di statue opere d’arte dalla fantasia incredibile, dalla statua della venditrice di noccioline, alla ricostruzione del duomo di milano in miniatura (mica tanto visto che sara alto piu di 20 metri).
(Per chi non lo conoscesse puo avere maggiori info con splendide foto QUI.)

“Dio di misericordia
il tuo bel Paradiso
lo hai fatto soprattutto
per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto
con la coscienza pura
l'inferno esiste solo
per chi ne ha paura” (Preghiera in Gennaio F. De Andrè)
Staglieno è il cimitero, dicevo, e rappresenta nella mia testa il portone della casa dei miei morti.
Gia fin da piccolissimo (mi ricordo come in un sogno, fine anni 70 la sepoltura di mia nonna..) mi sono sempre avvicinato qui con una sensazione particolare, tristezza innanzitutto, ma anche curiosita per tutte quelle “storie” che sono sepolte li.
Storie che lapidi ricoperte di polvere non riescono certo a dire..solo a comunicare piccoli pezzettini di puzzle di vite passate..Moglie esemplare..Benefattore munifico…uomo di virtu carissima ( e mai figlio di androcchia, violentatore o chissa che..quasi che Iddio se le bevesse quelle panzane scritte sulle tombe..)
Li trovo tutti i miei morti, chissa perche come se avessi paura o voglia che qualcuno nel frattempo se ne fosse andato..
“La morte verrà all'improvviso
avrà le tue labbra i tuoi occhi
ti coprirà d'un velo bianco
addormentandosi al tuo fianco
nell'ozio nel sonno in battaglia
verrà senza darti avvisaglia
la morte va a colpo sicuro
non suona il corno né il tamburo
madonna che in limpida fonte
ristori le membra stupende
la morte non ti vedrà in faccia
avrà il tuo seno e le tue braccia” (La Morte F. De Andrè)
Vicino alla tomba di mio Nonno Salvatore, (la vedete la terza in fondo), vedo uno dei tanti tumuli senza nome.
E li....scatta qualcosa…d’improvviso tutte le tombe diventano anonimi tumuli, bacelli vuoti…i miei cari vivono in me nei ricordi…
Inizio a vagare per i porticati del cimitero, mi perdo negli androni polverosi di tombe di qualche centinaio di anni fa..mi perdo tra i garibaldini che per spregio alla chiesa si fecero cremare..tra ma soprattutto mi perdo tra le tombe piu anonime che il cimitero abbia..quelle di alcuni ragazzi…partigiani…che sulla lapide portano nomi come..Mani in Alto o Furia…con luogo e data dove morirono…per loro neanche il fornitissimo registro cimiteriale potra avere un nome..ma non importa..e la solita tristezza novembrina piano piano passa e si scioglie come nebbia al sole...

“Quando la morte mi chiamerà
forse qualcuno prosterà
dopo aver letto nel testamento
quel che gli lascio in eredità
non maleditemi non serve a niente
tanto all'inferno ci sarò già” (Il testamento F. De Andrè)
E ci sei pure tu…che canti accompagnando il mio vagare…che accarezzi i miei ricordi come il vento tra i cipressi….

Dov'è Jones il suonatore
che fu sorpreso dai suoi novant'anni
e con la vita avrebbe ancora giocato
lui che offrì la faccia al vento
la gola al vino e mai un pensiero
non al denaro, non all'amore né al cielo
lui sì sembra di sentirlo
cianciare ancora delle porcate
mangiate in strada nelle ore sbagliate
sembra di sentirlo ancora
dire al mercante di liquore
"Tu che lo vendi cosa ti compri di migliore?" (Dormono sulla Collina F. De Andrè)