venerdì, 02 maggio 2008 - 16:04

07102007113 Egli disse,
"Vi sono tre modi in cui i sapienti raggiungono la loro conoscenza:
1. Muraqaba - La Contemplazione
2. Mushahada - La Visione
3. Muhasaba - L'Esame di Coscienza

Nello stato di Contemplazione il cercatore dimentica il creato e si ricorda solo del Creatore.

Nello stato di Visione, le ispirazioni dal Celato giungono al cuore del cercatore accompagnati da due stati: la contrazione e l'espansione. Nella condizione di contrazione, la visione è di Maestà, e nello stato di espansione la visione è di Bellezza.

Nello stato dell'Esame di Coscienza il cercatore valuta ogni ora trascorsa: era in totale Presenza di Dio o completamente assorta nel mondo?

Egli disse
"Il cercatore in questa via deve impegnarsi a rigettare i sussurri malefici e le insinuazioni dell'ego. Deve rifiutarli, prima che questi lo raggiungano; oppure può rifiutarli dopo che lo hanno raggiunto, ma prima che questi possano controllarlo. Un altro cercatore, che comunque, non voglia rifiutarli finché questi non lo raggiungano e prendano il controllo su di lui; non coglierà alcun frutto, dato che in quel momento è impossibile portar via i sussurri dal cuore."

klimt.jungfrau

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martedì, 08 aprile 2008 - 14:49
Cenacolo
Ecco il mio segreto..no non si tratta della oramai quasi solita pappona trita e ritrita su Rosacroce, Santo Graal e altre sette esoteriche.
Neanche di mie malefatte inconfessate, non che non ne esistano, anzi ma alla fine sarebbero paragonabili a bagatelle di piccolo conto e poi qualche segreto personale va mantenuto, giusto per credere di non avere vissuto una vita piatta e senza significato..no il segreto è un altro, è banale e quasi stupido, sta scritto in un libro, che è uno dei miei preferiti in assoluto, ve lo riporto :

"Ecco il mio segreto. E' molto semplice:
Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".

" L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
" E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
" Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…"
" Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo
."

Gia vedete, è dannatamente banale nella sua semplicità, io che poi con gli occhi non ci ho visto mai un granche bene, dovrei fare come il Piccolo Principe e ripeterlo ripeterlo ripeterlo, come un mantra, una preghiera.
Ed il tempo perduto per qualcuno o qualcosa che non è mai perduto, diventa anche lui parte dell'essenzialità.
E' un periodo che sento sempre di piu il bisogno di questa essenzialità, pure essendo cullato o forse meglio dire accecato da oggetti splendidi, o forse proprio per questo, forse la sensazione di perdere tempo senza essere responsabile di nulla.
Gia devo ricordarmelo piu spesso, qualcuno di voi conosce un ottico esperto in vecchi cuori impigriti??


06vecchio_occhiali

"Daltonici, presbiti, mendicanti di vista

il mercante di luce, il vostro oculista,

ora vuole soltanto clienti speciali

che non sanno che farne di occhi normali.

Non più ottico ma spacciatore di lenti

per improvvisare occhi contenti,

perché le pupille abituate a copiare

inventino i mondi sui quali guardare

Seguite con me questi occhi sognare,

fuggire dall'orbita e non voler ritornare....."
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mercoledì, 20 febbraio 2008 - 16:41
questioni_di_monnezza_smemo_news_lifestyle_fullA volte è meglio non vedere...non soffrire..continuare a vivere nella bambagia ovattata di tutti i giorni..magari immaginando una realtà-irreale.
Lo so tutti ti dicono guarda meglio amare, che non provare nulla..tutti sostengono (anche io) meglio vivere di rimorsi piuttosto che di rimpianti..pero vedete le regole di vita sono fatte per essere contraddette...l'esperienza di questo porco meraviglioso mondo ti insegna proprio questo...spesso ahime con sonore pedate nel fondoschiena.
Ecco l'equilibrio forse è la via...lo so sto spacciando le solite vaccate stile new age, magari condendole con qualche esperienza ascetica stramba profumata in maniera esotica o para tali...
Pero il sogno di una vita equilibrata dove grandi gioie possano fare da contraltare a grandi dolori (che prima o poi arrivano sempre)..è un sogno tangibile e che spero diventi realtà per tutti.
Per cui ecco la chiave..sognate...immaginate situazioni impossibili..colorate il mondo come bambini...che bisogna equilibrare tutta sta "monnezza" che la vita ci sbatte addosso...come un mare ingrato su spiagge scoscese...
Vi lascio con un piccolo racconto di Anna Maria Ortese, che ha ispirato queste poche righe puteolenti...


"Eugenia, finalmente, un giorno si mise gli occhiali. Lo aveva sperato, desiderato, sognato a lungo, quel momento: «Mammà, oggi mi metto gli occhiali». Era troppo, troppo contenta. Una settimana prima, con la zia, era stata da un occhialaio di via Roma, e quando posò le lenti sul suo naso le sembrò di ‘vedere’ per la prima volta, e pensò a quante belle cose ti offre il mondo: pullover colorati, vecchietti con la barba bianca, «negozi bellissimi, con le vetrine come specchi, piene di roba fina». Da quella volta il suo sogno di possedere un paio di occhiali si era fatto ancora più intenso: «aveva avuto una vera rivelazione: il mondo, fuori, era bello, bello assai» e lei fino ad allora era stata come avvolta in una nebbia. Intanto risuona la voce di zi’ Nunzia, martellante: «in casa nostra tutti occhi buoni teniamo, questa è una sventura che ci è capitata… insieme alle altre. Dio sopra la piaga mette il sale». Quegli occhiali, poi, costano la bellezza di «ottomila lire, vive vive!». Ma non temere, Eugenia, arriverà il tuo momento, arriverà il momento in cui potrai infilarti un paio di occhiali e tenerlo sul naso per sempre: e allora potrai vedere in tutti i particolari «il mondo fatto da Dio, col vento, il sole, e laggiù il mare pulito, grande» e rivedere Posillipo, se vorrai, piccola terra dal nome che tanto ti incanta.

monnezza

«Mammà! Gli occhiali!», eccoli, finalmente, gli occhiali. «Eugenia, sempre tenendosi gli occhiali con le mani, andò fino al portone, per guardare fuori, nel vicolo della Cupa. Le gambe le tremavano, le girava la testa, e non provava più nessuna gioia». Un’impressione completamente diversa da quella provata qualche giorno prima davanti all’occhialaio di via Roma, un’impressione terribile le fece il mondo, che poi era un cortile pieno di balconi e di carretti con la verdura e «gli archi dei terranei, neri, coi lumi brillanti a cerchio intorno all’Addolorata; il selciato bianco di acqua saponata, le foglie di cavolo, i pezzi di carta, i rifiuti, e, in mezzo al cortile, quel gruppo di cristiani cenciosi e deformi, coi visi butterati dalla miseria e dalla rassegnazione». Mariuccia si accorse che la bambina stava male e le strappò in fretta gli occhiali, «perché Eugenia si era piegata in due e, lamentandosi, vomitava»."

Anna Maria Ortese da “il Mare non Bagna Napoli”

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giovedì, 07 febbraio 2008 - 17:18

“E' un mondo difficile è vita intensa felicità a momenti e futuro incerto il fuoco, il aqua concerto e calma sonata di vento è nuestra piccola vita è nuestro grande cuore”.

Gia oggi ricevo una telefonata inaspettata, i miei genitori in gita qui nelle colline del Piacentino, a Pianello dove ho affittato un piccolo monolocale da Marzo...salto in macchina per la pausa pranzo...sotto un sole fantastico...22 secondi e via senza capote sfrecciando veloce nelle strade di collina...la radio pompa a palla la musica giusta..Led Zeppelin..il motore romba felice..libero di lasciare 163 cv sulla strada...l'aria è fresca e frizzante..io guido con occhialoni da sole e sciarpetta verso colline verdi dalla cima ancora imbiancata dalla neve caduta di fresco..si questo è un momento felice...gustato e bevuto fino in fondo..ecco una mia foto...


1160459-272514
Che siate benedetti dal Rock and Roll.....BRUMMMMMMMM.........

"Its been a long time since I rock and rolled,
Its been a long time since I did the stroll.
Ooh, let me get it back, let me get it back,
Let me get it back, baby, where I come from.
Its been a long time, been a long time,
Been a long lonely, lonely, lonely, lonely, lonely time.
Yes it has.
Its been a long time since the book of love,
I cant count the tears of a life with no love.
Carry me back, carry me back,
Carry me back, baby, where I come from.
Its been a long time, been a long time,
Been a long lonely, lonely, lonely, lonely, lonely time.
Seems so long since we walked in the moonlight,
Making vows that just cant work right.
Open your arms, opens your arms,
Open your arms, baby, let my love come running in.
Its been a long time, been a long time,
Been a long lonely, lonely, lonely, lonely, lonely time."




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giovedì, 10 gennaio 2008 - 11:24

“Sto imparando che non serve sempre saper vedere una ragione, che si può essere nudi e scalzi di qualsiasi ragione e non per questo essere meno veri di un fuoco acceso nella notte. So che le cose accadono perché se ne possa cogliere il senso. Coglierlo come si coglie un sasso nell’infinità di sassi del deserto per la sua irresistibile singolarità.”


Gia sto imparando, lento come il sole che si muove nel cielo, pigro come il sonno di un gatto in un giorno di pioggia, testone come l’uomo che sono..

Imparo poco, a piccoli sorsi, mi sento quasi nudo di fronte alle verita, come se non avessi vissuto affatto fino ad ora…provo poi una pericolosa dissociazione, il Matteo impiegato, impegnato nelle sue faccende quotidiane, il Matteo pigro, un gattone di 100 kg e poi in un angolo, illuminato da una luce particolare il Matteo con un costante stupore della vita, impara…
Non c’e molto di piu da dire, un passo dopo l’altro, in modo semplice, in questo grande deserto della vita, dove sopravvivere è gia difficile figurarsi imparare a vivere...

Ed allora dall’inizio..

Formò dunque il Signore Dio l'uomo dal fango della terra, e gli inspirò in faccia lo spirito della vita, e l'uomo divenne persona vivente..

Genesi 2, 7

 



Io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo


<

sotto un cielo di stelle e di satelliti
tra i colpevoli le vittime e i superstiti
un cane abbaia alla luna
un uomo guarda la sua mano
sembra quella di suo padre
quando da bambino
lo prendeva come niente e lo sollevava su
era bello il panorama visto dall'alto
si gettava sulle cose prima del pensiero
la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero
ora la città è un film straniero senza sottotitoli
le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli
il ghiaccio sulle cose
la tele dice che le strade son pericolose
ma l'unico pericolo che sento veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
il profumo dei fiori l'odore della città
il suono dei motorini il sapore della pizza
le lacrime di una mamma le idee di uno studente
gli incroci possibili in una piazza
di stare con le antenne alzate verso il cielo
io lo so che non sono solo




io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango




la città un film straniero senza sottotitoli
una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
come stai quanto costa che ore sono
che succede che si dice chi ci crede
e allora ci si vede
ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato quando fai uno sbaglio
un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non c'è niente
un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
e una musica che pompa sangue nelle vene
e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi
smettere di lamentarsi
che l'unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l'appetito la sete l'evoluzione in atto
l'energia che si scatena in un contatto




io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango




e mi fondo con il cielo e con il fango

e mi fondo con il cielo e con il fango



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martedì, 06 novembre 2007 - 12:59

“Lascia che sia fiorito
Signore il suo sentiero
quando a te la sua anima
e al mondo la sua pelle
dovrà riconsegnare
quando verrà al tuo cielo
là dove in pieno giorno
risplendono le stelle” (Preghiera in Gennaio F. De Andrè)

Cimitero_staglieno-veduta2-wiki

Domenica 4 Novembre 2007,

Una splendida giornata di sole in riviera, buona dormita, ottima mangiata dal buona trattoria Edobar e via in vespa destinazione Staglieno.

Staglieno per tutti i genovesi, è il Cimitero.

Lo chiamiamo con orgoglio anche Monumentale, perche è uno spettacolo di statue opere d’arte dalla fantasia incredibile, dalla statua della venditrice di noccioline, alla ricostruzione del duomo di milano in miniatura (mica tanto visto che sara alto piu di 20 metri).

(Per chi non lo conoscesse puo avere maggiori info con splendide foto QUI.)

 450px-Genova-Staglieno-DSCF1057


“Dio di misericordia
il tuo bel Paradiso
lo hai fatto soprattutto
per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto
con la coscienza pura
l'inferno esiste solo
per chi ne ha paura” (Preghiera in Gennaio F. De Andrè)

Staglieno è il cimitero, dicevo, e rappresenta nella mia testa il portone della casa dei miei morti.
Gia fin da piccolissimo (mi ricordo come in un sogno, fine anni 70 la sepoltura di mia nonna..) mi sono sempre avvicinato qui con una sensazione particolare, tristezza innanzitutto, ma anche curiosita per tutte quelle “storie” che sono sepolte li.
Storie che lapidi ricoperte di polvere non riescono certo a dire..solo a comunicare piccoli pezzettini di puzzle di vite passate..Moglie esemplare..Benefattore munifico…uomo di virtu carissima ( e mai figlio di androcchia, violentatore o chissa che..quasi che Iddio se le bevesse quelle panzane scritte sulle tombe..)
Li trovo tutti i miei morti, chissa perche come se avessi paura o voglia che qualcuno nel frattempo se ne fosse andato..

04112007175

“La morte verrà all'improvviso
avrà le tue labbra i tuoi occhi
ti coprirà d'un velo bianco
addormentandosi al tuo fianco
nell'ozio nel sonno in battaglia
verrà senza darti avvisaglia
la morte va a colpo sicuro
non suona il corno né il tamburo
madonna che in limpida fonte
ristori le membra stupende
la morte non ti vedrà in faccia
avrà il tuo seno e le tue braccia” (La Morte F. De Andrè)

Vicino alla tomba di mio Nonno Salvatore, (la vedete la terza in fondo), vedo uno dei tanti tumuli senza nome.
E li....scatta qualcosa…d’improvviso tutte le tombe diventano anonimi tumuli, bacelli vuoti…i miei cari vivono in me nei ricordi…

Inizio a vagare per i porticati del cimitero, mi perdo negli androni polverosi di tombe di qualche centinaio di anni fa..mi perdo tra i garibaldini che per spregio alla chiesa si fecero cremare..tra ma soprattutto mi perdo tra le tombe piu anonime che il cimitero abbia..quelle di alcuni ragazzi…partigiani…che sulla lapide portano nomi come..Mani in Alto o Furia…con luogo e data dove morirono…per loro neanche il fornitissimo registro cimiteriale potra avere un nome..ma non importa..e la solita tristezza novembrina piano piano passa e si scioglie come nebbia al sole...

M4110004-1

“Quando la morte mi chiamerà
forse qualcuno prosterà
dopo aver letto nel testamento
quel che gli lascio in eredità
non maleditemi non serve a niente
tanto all'inferno ci sarò già” (Il testamento F. De Andrè)
 

E ci sei pure tu…che canti accompagnando il mio vagare…che accarezzi i miei ricordi come il vento tra i cipressi….

200px-Genova-Staglieno-De_André-DSCF1028

Dov'è Jones il suonatore
che fu sorpreso dai suoi novant'anni
e con la vita avrebbe ancora giocato
lui che offrì la faccia al vento
la gola al vino e mai un pensiero
non al denaro, non all'amore né al cielo
lui sì sembra di sentirlo
cianciare ancora delle porcate
mangiate in strada nelle ore sbagliate
sembra di sentirlo ancora
dire al mercante di liquore
"Tu che lo vendi cosa ti compri di migliore?" (Dormono sulla Collina F. De Andrè)



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mercoledì, 26 settembre 2007 - 16:34


indifferenti

Moravia ed i suoi indifferenti..oggi sembra quasi tratto da un episodio di cronaca...quella quotidiana pero..gia perche vedete la noia, l'indifferenza di noi bipedi agiati colpisce tutti...ed di come sia reale e tangibile questa nebbia che avvolge le nostre vite..a volte per un momento appena..a volte per ore..giorni..mesi o anni...so il plurale perche sono sicuro che è una sensazione che provate anche voi..dai vostri monitor vicini e lontani..ed allora come fare per ridare un po di colore alle nostre vite?

Penso ci siano dieci cento mille un milione di modi..forse anche di piu..tra questi vorrei citare qui un passo tratto da un libro di un pensatore Sufi, Murshid Fazal Inayat Khan che ci ha regalato 5 perle..5 regole per tornare a provare interesse verso il mondo in cui viviamo...pronti a leggere?



"L’intero punto cruciale dello sviluppo è che nessuno lo può fare per te; devi farlo tu stesso; ma ci sono certe regole che ti aiuteranno ad essere più capace di funzionare con interesse nella vita. La prima regola è che ogni cosa è ugualmente insignificante, perciò puoi essere interessato in ogni cosa. Se ci fosse una cosa che, di per sé o in se stessa, avesse un significato assoluto, allora quella sarebbe la sola cosa in cui dovresti avere interesse, ma se ogni cosa è insignificante tu puoi facilmente e con completa indifferenza essere interessato in ogni cosa. Se fossi talmente interessato in qualcosa così da non poter più avere interesse in qualcos’altro, allora incomincia il conservatorismo, l’inizio del chiudere la mente alla sola permanenza, che è il cambiamento.

La seconda regola è che nell’esperienza dell’essere interessato, ci deve essere passione. Se tu stai per odiare qualcuno, odialo con passione, perché l’insignificante significato che sperimenterai sarà molto più grande. Se tu stai per amare qualcuno, lascia che il tuo cuore si rompa, che sanguini fino la morte – perché la totalità di questa esperienza ti darà, alla fine, un valore molto più grande di quello che potresti avere dandoti in modo condizionale.

La terza regola è che ogni cosa ha un ciclo di sonno. La vita è una danza e ogni persona ha un ritmo particolare che a lui o a lei meglio si addice. Ogni giorno attraversiamo dei cicli di attività e passività, attraversiamo dei cicli in cui sarebbe meglio leggere un libro o discutere di filosofia, ed altri cicli in cui sarebbe meglio giocare a calcio o scavare fosse.

La quarta regola è che non c’è nulla che non si possa imparare. Quando smettiamo di imparare non siamo più bambini; non c’è veramente alcun periodo tra l’essere un bambino ed essere un vecchio o una vecchia. Un bambino impara il linguaggio, la coordinazione dei muscoli, la psicologia, come cavarsela, come fare delle cose, come comportarsi, e impara queste cose in pratica, non in teoria. All’improvviso arriviamo ad un punto in cui non possiamo più imparare, per primo perché non abbiamo più interesse e non facciamo più sforzi, ma anche perché i metodi dell’educazione che abbiamo attraversato ci hanno forzato ad imparare con la mente attiva ed il corpo fermo. Il corpo deve sedersi fermo quando è stanco, così c’è una dissociazione nella nostra educazione, un’alienazione e, alla fine, l’imparare si ferma. Essere interessato in realtà vuol dire meravigliarsi, essere pronti ad imparare, e la vita è l’insegnante più grande.

L’ultima regola è di essere interessato nella cosa che vedi che interagiscono con te. Non si può essere interessati in assolutamente tutto allo stesso tempo, ma se segui la regola di avere un atteggiamento interrogativo, perché sei qui, qual’è la relazione con quello che stai facendo, questo ricercare e valutare continuamente porterà sempre qualche risposta. Quando diventi interessato in ciò che non si riferisce a te non c’è nessuna risposta, semplicemente perché non c’è ancora nessuna rilevante interazione con te. La risposta è ciò che tu puoi vedere, e perciò, per ogni persona la risposta è diversa. "



Sufi Openings




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