Il bimbo che sorride al suo assassino
MARINA VERNACORRISPONDENTE DA BERLINO
"Avrebbe compiuto dieci anni fra due settimane. E non voleva più essere trattato da bambino, sempre per mano alla mamma. Così giovedì mattina le chiese: «Adesso che sono grande, posso tornare a casa da scuola da solo?». Lei gli disse di sì. Non voleva deluderlo, in fondo erano solo due fermate di tram. Giovedì pomeriggio, uscito dal doposcuola, Mitja ha preso per la prima volta il tram da solo ma non è sceso alla fermata davanti a casa. E’ sceso tre fermate dopo. E non era solo: era in compagnia di un uomo che lo avrebbe seviziato e ucciso. Hanno trovato il suo corpo sabato sera nell’orto che il rapitore aveva alla periferia di Lipsia. Cento poliziotti, con cani ed elicotteri, ancora speravano di trovarlo vivo. Invece era già stato violentato e soffocato. Venerdì notte, dicono i risultati dell’autopsia.
Sul tram
Una telecamera dentro il tram ha fermato l’ultima immagine di Mitja vivo. Linea 11, ore 16.49. Seduto accanto al finestrino c’è il bambino scomparso che guarda ridente e fiducioso - come se lo conoscesse da sempre - il signore vicino a lui. Venerdì sera la polizia diffonde la foto in città, arrivano cinquanta segnalazioni, in mezzo quella giusta: un uomo riconosce il suo vicino di orto. «Qua circola un tizio che sembra quello che cercate», dice. La polizia si precipita, ma lui si è già dileguato. Accanto all’altalena c’è però il corpo senza vita - completamente vestito - di Mitja.
Adesso duecento uomini danno la caccia a Uwe Kolbig, 43 anni, disoccupato, divorziato. Già arrestato dieci anni fa per molestie a un bambino e condannato a due anni di carcere. Da allora, una vita senza dare nell’occhio, con una compagna e la figlia di lei, in un appartamento alla periferia di Lipsia a cento metri dalla panetteria dove giovedì alla cinque è entrato con Mitja per comprargli la merenda: un fetta di crostata ai mirtilli.
L’ultimo pomeriggio
Con l’aiuto di testimoni, la polizia ha ricostruito l’ultimo pomeriggio del bambino. Mitja esce da scuola alle quattro e mezza. Dieci minuti dopo una maestra lo riconosce alla fermata: non è solo, c’è già un uomo con lui. Si conoscevano? La madre - una commessa cinquantenne - lo esclude. Il padre, un falegname, pure. Hanno altri sette figli, quattro vivono già fuori casa. Per questo Mitja non voleva più essere il piccolino. «Gli ho detto che poteva tornare da solo per non soffocarlo, ma avevo una sensazione strana, qualcosa che solo una madre prova», ha detto ieri alla «Bild». Gli raccomanda di non fermarsi per strada, di scendere alla fermata giusta - che sta proprio davanti a casa -, di non parlare con gli sconosciuti. Mitja promette, poi dissobbedisce. E dalla foto sembra felice dell’avventura fuori programma.
Sono le cinque quando i due scendono insieme, ormai alla periferia di Lipsia. Molti testimoni parleranno di un bambino biondo assieme a un uomo alto e sdentato. L’ultima a vederli è la panettiera. Poi, più nulla. Alle otto di sera padre e madre disperati denunciano la scomparsa del figlio. La polizia controlla gli schedari dei pedofili - a Lipsia sono 236 - e le immagini delle telecamere della linea 11. Il puzzle si compone lentamente, mentre il parroco organizza una veglia di preghiera e la famiglia spera di ritrovare Mitja vivo.
Sabato sera è tutto finito. Manca solo l’ultimo tassello: la cattura dell’assassino. Testimoni ieri l’hanno visto fuggire a piedi in un boschetto a Nord di Lipsia. La polizia ha raddoppiato gli uomini e messo i cani sulle tracce odorose. L’uomo non potrà andare molto lontano"
Spero solo che tu stia gia all'inferno...inghiottito...Brutto Bastardo.....
















"Se passi per il deserto
Un giorno che Jessie James,
Gia sono rimasto subito un po stupito, stamattina leggendo a colazione la Repubblica, trovo questa lettera aperta al Direttore, scrita da Veronica Berlusconi Lario....ed io da vero neofita della vendeta che consigliavo di mandare pesci morti in forma anonima...leggete un po qui sotto come si consuma una vendetta...
«Nel corso del rapporto con mio marito
«Questa linea di condotta